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Little Joe - Jessica Hausner (2019)

Q uotidianamente ripetiamo le spole rituali tra le nostre case e i luoghi del lavoro, del consumo, del piacere, del culto, dell’incontro, spinti da piccoli o grandi bisogni, da piccole o grandi incombenze. Incombenze tutte differenti, eppure tutte afferenti a un unico, tirannico dovere: il dovere di essere felici. “Enjoy”, “be happy”, “smile”, “scialla”, “cogli l’attimo”. Sottrarsi agli imperativi della felicità sembra coincidere con uno spreco irrimediabile della vita. Qualcuno si leva, di tanto in tanto, dalla folla laureanda in Felicità, per lanciare esortazioni del tipo: “è normale soffrire, senza sofferenza non esiste felicità”, “la felicità è nelle piccole cose”. Ci sentiamo, lì per lì, rincuorati, noi che siamo tutti, chi più chi meno, fuori corso, in questa sorta di accademia esistenziale. Ma presto ci riassale l’angoscia di doverla conquistare comunque, la felicità, un giorno, o addirittura ogni sacrosanto giorno, e ovunque . Nel film di Hausner, “Little Joe” è una pianta che

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